toonme

#toonme

L’ashtag Toonme è una challenge che orami ha preso piede ovunque, tutti vogliono vedersi in versione illustrata o meglio toonizzata.

Il bello di questa creatività sta nel trasportare in versione cartoon, un’immagine, spesso un selfie, preso dal vero.

L’attrazione sta nel vedere la propria immagine, o quella di un’altra persona, in versione disegnata. Ci immaginiamo protagonisti di una serie animata, o posare per un ritratto, insomma toonme ci accompagna in quell’immaginario dove il confine tra realtà e fantasia è labile. Basta fare un passo e ci troviamo catapultati in un cartoon. Possiamo addirittura pensare che sia il disegno a divenire realtà, come l’immaginario filmico anni 90 ci proponeva. Guardavamo il Roger Rabit di Zemeckis animato affiancato a personaggi reali. Così come il protagonista di Volere Volare di Nichetti, da umano diventava cartone animato.

Questo fenomeno ci fa capire come vi è un’inversione di marcia rispetto la ricerca di realtà. Dall’intenzione di andare verso un’immagine di realtà, dipinta dalla  quotidianità, nella quale si postava il cappuccino preso al bar la mattina, o un selfie appena svegli, stiamo facendo un inversione radicale. Cambia anche la concezione di creatività, che da strumento diviene la base, la materia.

Siamo in una realtà che può essere disegnata o siamo in un disegno divenuto reale?

Apparentemente sembrerebbe che sia il disegno a venir fuori dalla realtà. A mio avviso è al contrario, ci troviamo davanti un avviso, siamo il frutto dei nostri disegni. Perlomeno da illustratrice, cartoonista, a volte disegno qualcosa che poi diviene reale, o si manifesta come tale.

Coerentemente è la realtà che diventa sempre più visibilmente frutto di un disegno.

Così, come spesso si dice che, siamo frutto dei nostri pensieri, forse è ora di incominciare a pensare che siamo frutto dei nostri disegni. Disegno inteso come termine ampio. Diveniamo ciò che disegniamo.

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